Expo2015 Milano foto

31-08-2015 108 immagini

Da costante visitatore delle Biennali Internazionali d'Arte e Architettura di Venezia mi aspettavo da Expo 2015 un evento simile nelle modalità espositive. Certamente le due Biennali affrontano temi diversi ed hanno un target ben specifico, tuttavia le mie aspettative erano calibrate per un evento ben diverso da quello che ho visto e vissuto. La prima impressione, si dice, è quella che conta e la mia prima impressione è stata "sono a Gardaland"! Pensavo di sbagliarmi ma durante tutte le 12 ore della visita ed in seguito anche dopo, la mia convinzione si è rafforzata. Non avevo letto nulla di Expo prima della visita, per non farmi influenzare né nel bene né nel male. Su suggerimento dell'amico Sandro mi sono fiondato immediatamente al Padiglione del Giappone dove, pur essendo stato tra i primi ad entrare dai cancelli, mi aspettavano "solo" 2 ore di coda. Mi aspettavo chissa che cosa e passate le due ore mi sono trovato di fronte ad un po' di effetti visuali, uno spettacolo multimediale piuttosto banalotto e nulla più. Soffermarsi per capire cosa, come e quando era praticamente impossibile visto che le "hostess" del padiglione ti conducevano da una sala all'altra senza poter approfondire nulla. Questa, a mio avviso, la pecca maggiore di Expo. In una esposizione tipo la Biennale e/o qualsiasi altra fiera o mostra l'ingresso e l'accesso sono liberi. Se una cosa ti interessa ti soffermi altrimenti no. Ad Expo devi sorbirti la fila per poi capire che non ti interessava nulla di tutto quello per cui hai aspettato. Il meccanismo di Expo è come quello di Gardaland appunto. Gran parte dei Padiglioni espositivi sono attrazioni e non percorsi liberi.

I contenuti mi hanno anche molto deluso. Il tema era l'alimentazione ma alla fine la percezione globale, fatto salvo delle eccezioni, è di essere in un grande spot pubblicitario delle multinazionali. Non a caso tra i main sponsor figurano McDonald, Coca Cola, Algida, Coop, Ferrero, Illy, ecc. Non proprio dei fondamenti per quanto riguarda la "sana" alimentazione.

Altra contraddizione di Expo il messaggio e il target. Il target è il vasto pubblico ma la scrittura del messaggio è più ermetica del Codice Da Vinci. Parlando con una persona mi diceva che bisogna capire il messaggio di Expo scritto tra le righe...ok ma se il messaggio non mi arriva immediatamente significa che è scritto in modo sbagliato. Ad Expo non ci troviamo di fronte all'arte contemporanea che va capita ed interpretata, ci troviamo di fronte ad un messaggio che dovrebbe essere comprensibile al vasto pubblico e non solo a coloro che "per partito preso" se lo vogliono far piacere.

In un padiglione, non ricordo quale, si elogiavano le mille virtù dell'olio di palma...aspetta come? olio di palma? non c'è nessuno al mondo che ne parla bene e tu mi vieni a dire che l'olio di palma fa bene? Ok considerando che di overdose di Nutella non è mai morto nessuno forse non fa neppure male ma se non erro il tasso di obesità sta crescendo in maniera esponenziale.

Inutile entrare nei dettagli, Expo 2015 è una contraddizone in termini, in modi, in qualsiasi punto lo si voglia vedere. Pure le splendide architetture dei padiglioni lo sono, si perché sono bellissime ma effimere e speriamo che non vengano distrutte.

Chi esce vincitore da Expo è la tecnologia, l'architettura e la sfida ingegneristica dei padiglioni e soprattutto la tecnica multimediale. Ad Expo ho visto un uso dei proiettori e pannelli display spettacolare. L'impatto scenico creato è notevole. Meriterebbe una visita solo per vedere e capire le scenografie.

Inutile dire se andare o meno ad Expo, ad Expo bisogna andare per capire. Non tutte le ciambelle riescono col buco soprattutto se ciambelle non sono. Le code sono poi il sintomo di una manifestazione malata, nata male. Gli accessi andavano controllati e gestiti meglio, inutile ridursi negli ultimi mesi a svendere i biglietti per arrivare al punto di pareggio. Risultato: fino a 7 ore di coda per alcuni padiglioni Giappone in testa. Incompresibile e inacettabile...eppure c'è chi lo ha fatto.

Expo è tante cose ma poco quello che vorrebbe essere. Si capisce che è solo un grande giro di denaro senza un cuore o una anima.

Una occasione sprecata, come tante in Italia.

Da un punto di vista puramente fotografico mi sono divertito parecchio dato che, come detto, le architetture dei padiglioni meritavano davvero tanto.

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