Foto racconto della Biennale di Architettura 2016: Reporting from the front

01-10-2016 70 immagini

Maria Reiche era una archeologa tedesca che studio le linee di Nazca in Perù. Linee che viste dal basso non dicono nulla mentre dall'alto si mostrano in tutte le loro forme complesse. Parte da questo presupposto il curatore della Biennale di Architettura 2016Alejandro Aravena, per introdurre la "sua" Reporting from the front per raccontare di coloro che hanno saputo andare oltre il punto di vista architettonico per guardare in modo più ampio. Una architettura non solo estetica ma strumento complesso che tocca tematiche politiche e sociali. Un obiettivo complesso e forse troppo elevato oserei dire. L'architettura è una conseguenza di determinate scelte, un po' difficile attribuirle un ruolo che va oltre i propri confini. Mi domando dunque che se così fosse dovremmo avere un Ministero dell'Architettura e dell'Urbanistica. Tutto sommato potrebbe anche non essere una brutta idea visto che comunque tutta la nostra vita si svolge in luoghi e spazi disegnati da architetti e progettisti. Il ruolo di questi ultimi assumerebbe un ben altro valore, forse anche troppo per un solo essere umano.

Lo scopo delle Biennali è comunque quello di provocare, indagare e soprattutto porre domande su cui riflettere. Unire l'estetica con la funzionalità, la praticità con la creatività e viceversa. Il fine di Reporting from the front è portare esempi che affrontino questo tema e come sempre questo viene fatto attraverso gli allestimenti dei vari padiglioni della Biennale. Lo fa con un linguaggio non per soli addetti ai lavori. In fondo i fruitori dell'architettura siamo noi, comuni mortali. Come di consueto i miei report fotografici sono fatti di frammenti dei vari allestimenti. Lungi da me voler fare un racconto lineare e organico. I miei sono colpi di vista. Chi ha visitato la Biennale di Architettura 2016 forse potrà trovare qui alcuni frammenti visivi per tornare a riflettere sui temi affrontati dai curatori dei singoli padiglioni.